Il Beta carotene è presente nella frutta e verdure colore arancio e anche verde scuro come: melone, pesche, albicocche, zucca, cachi, carote, è un precursore della vitamina A, utile per la corretta crescita e riparazione dei tessuti corporei, protegge le mucose della bocca, del naso, della gola e dei polmoni, contribuisce alla formazione di ossa e denti e molto altro.
Considerato un potente antiossidante che ostacola la formazione delle sostanze cancerogene in maniera particolare per i tumori dell’esofago, della laringe, dello stomaco, del colon/retto, della vescica, e della prostata.
Ma in che forma è meglio cucinarla?
Tutti risponderebbero crudo, perché in generale è questa una verità assodata, cioè molti nutrienti sono assimilati al meglio se prima non sono sottoposti a processi di modificazione calorica.
Ma non sempre è così!
Ad oggi il modo migliore per assorbire più beta-carotene possibile sia quello di cuocere le carote e possibilmente ridurle in purea, le perdite eventuali di altri nutrienti dovuti alla cottura pare siano compensate dal guadagno in beta-carotene assimilato con tutti i vantaggi che in precedenza abbiamo visto.
Laccortezza da seguire è quella di non cuocere da adesso in poi le carote, al contrario bisogna prenderne atto e saper integrare con una parte di cotto la maggior parte di crudo consumata.
Ricordate di che l’assordimento del beta carotene viene facilitato nella sua assimilazione quando è accompagnato da opportune e misurate dosi di grassi (sani) adeguate, anche perché i carotenoidi in generale sono molecole che si sciolgono nei grassi (lipofile) e non nell’acqua.
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